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Penelope, L’ALTRA
Seduta ricevo nella gloria (nota26) quel vento L'odio per il prossimo strappa le persone dal mondo Afferrata a Itaca, venero l'agilità dell'acqua... di oppressione in oppressione tutte le sere dodici anelli mi regalano la pace Segreto in do maggiore che Elena… Celebriamo così il tropico caraita (27) del bacio e del sangue Con la gloria di quel vento seduta decoro della stessa radice di specchi la casa. E la casa è parola E la casa è un dialogo… infinite parole incollate ai corpi e ai colori Colore nei fiumi/corpi/tempi Voci di specchi… Primo allarme: Itaca: Un magrissimo cadavere… tu sei Penelope: No. Sono quella che ti ama Itaca: Scompose la tua tela colui che venne a cercarti] Penelope: No… sopra-vengo e sono come passo di Dea (sono Penelope l’unica) Itaca: Ma sei qui e nuda mi ti avventi Penelope: Sì, perché sono creatura del mare/fatta isola, vengo Secondo allarme: Una voce in calore… Condizione di luna Maledetto questo vento Maledette le acque Penelope: Zitta che non muoia una sola vocale del caribe Elena: Sì, mi hanno tolto il trono, Itaca ha vinto la battaglia Penelope: Zitta, ti dico, lo sai che ti voglio, ma la notte è stata heavy. La polizia si lanciò in mezzo alla strada lasciando tutti sordi con la sua sirena. City College cambia padroni Non c'è dubbio che Itaca, tu ed io siamo di troppo Quando provai un ave “seipiena” di grazia i bottegai dell’Alta Manhattan inondarono di sale i campo santi] Non chiedo consenso, Elena. Ricordi quanto abbiamo giocato nel patio?] Le nostre madri e le zie… si occupavano del brodo. Loro e noi… tutte quante Allora non c'erano i kellogs di grano integrale né di cerale bianco Balliamo toccandoci quando non ci sarà corpo né ossa, né pace né scandali. Nulla nell'esistenza, nulla nella memoria. Che fare? Diciamo con parole la civetteria dei nostri scheletri nessuno deve sapere di che pandemonio è fatta la nostra materia Per Dio, Elena, metti nelle mie mani di caraita scioltezza/quel che ti fuori-esce/e comunque, conservi… dammi la tua fessura di misure dorate. Dammi Simona Itaca: “Coge cuadre mami” (28). Troppo bella per sopravvivere Penelope: Non intervenire, Itaca Itaca: Migliaia di storie per il mio esilio dal Mato Grosso fino a Berlino Itaca: Orge vive, conflitto ed essere Elena: Non so dove sia il mio trono, Itaca!! Itaca: Il tuo trono e la tua lapide sono io. Le piaghe registrano l’epistola notturna] (quella di poeti gaudenti…) festino di tacchinelle nel loro gravey (29)… Ambientazione e musica: Elis Regina, Kinito Méndez, Fausto Rey, Edith Piaf] Posizioni: Elena sotto, Penelope sopra. Itaca è il tappeto (terra) Quinte, specchi e fiumi: Itaca e Penelope Rotta: La mia Penelope legge i tarocchi a Hilllary.
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